Training week #55 – Lasciate che vostro figlio faccia a botte col bullo

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Training week #55 – Lasciate che vostro figlio faccia a botte col bullo

Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un articolo estremamente interessante pubblicato sul sito cocooa.com. L’articolo, scritto  da Manolo, tratta un tema di cui tutti parlano ed al quale tutti danno una soluzione: il bullismo.

Manolo scrive un’articolo molto forte, duro, a tratti non-politically correct, ma la cosa fondamentale è una: Manolo scrive la verità.

Innanzi tutto inserisce il bullismo all’interno delle regola di natura: la preda più debole è quella presa di mira dai predatori.

L’autore è a favore del “occhio per occhio” ed assai dubbioso sul “porgi l’altra guancia”, ma vediamo meglio cosa intende, riporto quanto scritto da lui mettendo a tratti le mie considerazioni:

Cosa risponde, quindi, Manolo a chi afferma “Ma io sono per la non violenza…”

Anche l’autore dell’articolo aborra la violenza ma come dice un antico detto giapponese:

“Meglio che ci siano dei samurai a coltivare fiori che degli agricoltori su un campo di guerra”

Personalmente quando mi capita di parlare con qualche genitore sono sempre molto attento ad etichettare i dispetti come bullismo.

E’ vero sicuramente che gli episodi di grande aggressività richiedono un intervento così come determinate situazioni non possono essere e non devono essere lasciate in sospeso, ma nonostante questo non mi è mai piaciuto etichettare qualsiasi comportamento più o meno fastidioso come bullismo.

Infatti a questo proposito Manolo scrive:

La presupposizione che ci siano i bulli crea già uno stato mentale di inferiorità

Vero, ed è – in maniera controituitiva – proprio per questo che mi piace questa idea del far gestire la situazione ai propri figli. Se non condideriamo il primo contatto come un atto di bullismo, ma qualcosa di più naturale, il tutto si risolve nel peggiore dei casi in una normale baruffa tra bambini, esattamente come si fa tra fratelli.

E’ infatti nelle corde del bambino rispondere agli attacchi. Ma il più delle volte siamo noi a impedirgli di difendersi… a parole o in altra maniera.

Ho sempre pensato che di fronte ai litigi dei bambini è meglio che i genitori non intervengano “perché il bimbo è competente e sa trovare da solo, in modo creativo, le sue soluzioni se l’adulto non interviene”, e questo non lo dico io ma Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta, autrice di libri e saggi su questi temi.

Purtroppo, invece, il genitore interviene e trasforma un normale litigio tra compagni in un caso di ‘lesa maestà’ al figlio. In questo modo, “il bimbo penserà di avere il diritto che il mondo si prostri ai suoi piedi,” dice la psicoterapeuta.

Guardiamo i nostri figli tentare, sbagliare e riprovare. Faticare, quando necessario.

E quindi cosa posso fare?

Non so, e non voglio dare consigli specifici (ogni famiglia è un sistema a parte), quindi vi passo alcuni consigli che secondo me vanno nella direzione giusta.

  • Dare l’esempio a casa, trattandolo da adulto in divenire.
  • Dare il permesso di rispondere a ogni attacco
  • Essere pronti a vedere proprio figlio ferito e con una nota.
  • Iscriverlo a qualche arte marziale (io consiglio sport di lotta) per renderlo a prova di bullo come personalità e per abilità effettive.

    Non picchiarlo e non fargli subire delle ingiustizie.

    Ok sembra una cosa ovvia, ma ogni volta che picchiate vostro figlio (perchè magari prende un insufficiente a scuola) o gli fate subire un’ingiustizia (“E’ cosi perchè lo dico io”) gli state rimarcando che non c’è un cazzo da fare, deve stare zitto e muto, fatelo una volta, due, dieci… cosa impara vostro figlio?

    • che è normale subire ingiustizie – diventa preda
    • che è normale infliggere ingiustizie – diventa un bullo

Mi permetto di aggiungere a quanto scrive Manolo che mi è capitato spesso, di fronte a delle liti tra bimbi, di sentire il genitore (o chi per lui) dire frasi del tipo: “Ma dai, non fare così, devi essere amico di tutti!”

Ognuno di noi ha delle preferenze ed ognuno di noi preferisce stare in compagnia di alcuni  piuttosto che altri, quindi queste sono solo affermazioni che non hanno alcun senso.

L’aggressività (se non portata agli estremi) è una tappa della crescita e le situazioni di scontro sono ‘normali’, non confondiamo una situazione propria dell’infanzia con la voglia segreta di ‘cancellare’ il collega di lavoro.

In altre parole, il genitore non deve essere giudice delle liti tra bimbi trasferendo i sentimenti negativi che prova lui come adulto quando litiga con qualcuno.

Dategli il permesso di difendersi ovveo: Non fategli il culo se fa baruffa con un coetaneo.

David Coleman, lo psicologo clinico specializzato nel lavoro con bambini e teenagers che mi ha ispirato a scrivere questo articolo afferma che è importante per i bambini che vengono regolarmente presi in giro, spintonati e derubati abbiano la possibilità di imporsi, anche se questo vuol dire avere poi problemi con l’insegnate.

E che questi devo farlo da subito, alla prima occasione che ci sia qualche tipo di vessazione, anche minore.

La discussione parte dal presupposto che è nella natura dell’essere umano (anche se ancora in divenire) che un singolo o un gruppo se la prendano con un altro bambino: un nutrito gruppo di insegnanti e genitori sostiene di lasciar loro fare, usare le parole, ignorandolo, evitandolo, dicendolo alla maestra e dimostrando così che non si vuole scendere al loro livello.

David Coleman sostiene che cosi facendo si possono avere due reazioni:

  1. Questo atteggiamento è davvero una tantum, e quindi finisce li.
  2. Questo atteggiamento non solo si ripete, ma cresce di intensità.

Nel primo caso tuo figlio ha subito un sopruso e basta, nel secondo caso ne avete creato la perfetta situazione bullo-vittima,

lo psicologo irlandese continua dicendo che è molto raro che succeda il punto uno, ma ha notato che “… nella maggioranza dei casi se un attacco fisico corrisponde una risposta fisica, come uno spintone, può degenerare in uno scontro fisico completo, ma raramente la cosa si ripete.”

L’attaccante ci pensa due volte a dare fastidio al bambino che risponde colpo su colpo, perchè richiede molte più energie. E’ molto più facile andare a rompere i coglioni a qualche altro bambino, che è un target più facile.

“Quando il bambino si sottometto all’attacco iniziale, per quanto piccolo, lo espone a un rischio di ricerne altri i giorni seguenti.

Non rispondendo il messaggio è chiaro: “non resisterò, accetto la tua dominazione su di me””

Che dire? Perchè dovremmo colpevolizzare che si difende?

‘Non devi picchiare il tuo amico!’; ‘Dai, smettila, cosa hai fatto?’; ‘Non litigare!’

Non facciamo altro che comunicare ai nostri figli: “loro possono, tu no!

Combattere fuoco col fuoco è Ok nel caso del bullismo fisico.

 Il bullismo fisico ha le sue strade e richiede, secondo Coleman, le sue risposte particolari. Crede quindi che combattere il fuoco con il fuoco sia un modo appropriato in questo caso.

Attenzione genitore: Se si accetta che la baruffa ha il suo spazio, bisogna accettare che il proprio figlio possa prenderle, che subisca ferite, o che ferisca il bullo, può succedere che l’insegnate possa vedere solo una parte che tuo figlio prenda pure delle note a scuola.

Tuo figlio è pronto a difendersi. Tu sei pronto invece?

David  Coleman è certo che nel lungo periodo questo atteggiamento sia assolutamente vincente.

“Si parla molto di iscrivere tuo figlio a qualche arte marziali (vedi sotto). Le arti marziali non insegnano a essere aggressivi, ma insegnano la disciplina e le abilità per difendersi.

Sapere di avere le abilità e le capacità di difendersi dà ai tuoi figli un nuovo modo di vedere il mondo e un carattere diverso. I bambini con queste abilità spesso trasudano quella sicurezza che tiene lontano gli attacchi.

Non mi piacciono le aggressioni fisiche, Faccio di tutto per evitarle. Incoraggio i miei figli ad evitarle. Ma se non possono evitarle voglio che i miei bambini sappiano che hanno il permesso di rispondere colpo su colpo.”

A questo punto lo faccio dire a Manolo:

Iscrivetelo a un’attività lottatoria

La sicurezza in sè traspare… è molto raro vedere un bullo prendersela con qualcuno sicuro dei suoi mezzi. Praticare movimento e sport va bene, ma uno sport di lotta è obbligatorio.

Perchè un’attività lottatoria?

La lotta non prevede percosse, ma soltanto prese, strattoni, imparare a stare calmi sotto pressione, resistenza al dolore, nutre una forza fisica importante. Quindi non solo tuo figlio impara a difendersi in maniera super efficace, ma lo fa assecondando la propria natura.

Cosa consiglio?

  • Da non praticanete, il judo ha un’ottima didattica per i bambini molto piccoli, permette di sfogarsi e di controllarsi.
  • Il brazilian jiujitsu è favoloso, ma ancora non ha una base didattica comune, quindi investigate prima di iscriverli.
  • La lotta – super divertente – è la disciplina principe. Tutti i più grandi condottieri e filosofi erano lottatori. Il problema è che ci sono poche palestre in giro e che anche qui bisogna trovare l’insegnate giusto dato che potrebbe essere troppo dura come disciplina.

Gli sport da contatto (pugilato, kick boxing) e le arti marziali tradizionali, (karate su tutti) per quanto utili per mente e corpo non sono indicati per un bambino troppo piccolo… ne c’è bisogno che impari a tirare pugni forti ne tantomeno ha bisogno di prendere dei colpi quando il cervello si sta ancora sviluppando.

Per i marzialisti: non parlarmi di kata o robe del genere, non centrano nulla col tema del post.

Se è già un teenager invece, i rudimenti della componente in piedi possono avere la sua utilità, ma anche in questo caso, siamo fuori tema.

 Riassumiamo:

Il bullismo fisico inizia con qualche azione a cui il potenziale bullo riceve solo vantaggi. Rispondere a questa azione aumenta i costi per il potenziale che cerca un’altra preda

Per fare in modo che tuo figlio possa difendersi bisogna

  • Dare l’esempio a casa, trattandolo da adulto in divenire.
  • Dare il permesso di rispondere a ogni attacco
  • Essere pronti a vedere proprio figlio ferito e con una nota
  • Iscriverlo a qualche arte marziale (io consiglio sport di lotta) per renderlo a prova di bullo come personalità e per abilità effettive.

A conclusione cosa posso scrivere?

Portate i vostri bambini a frequentare i corsi di BJJ Junior: tutti i lunedì e mercoledì dalle 17:00 alle 18:00.

 

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By |2017-10-14T12:35:27+02:00Ottobre 14th, 2017|BJJ, Training Week|0 Comments

About the Author:

Alessandro Panettieri ha passato la maggior parte della sua vita tra tatami e sacchi. Ha prima imparato e poi ha iniziato a formare atleti, negli ultimi dodici anni ha fatto solo quello. Nel 2004 fonda il BullDogClan, aprendo la prima struttura di Bologna dedicata alle MMA ed al BJJ.